Una giornata al teatro per riflettere sulle radici della nostra identità

Il giorno 22 ottobre 2019 le classi 3A, 3B, 3C, 3D, e 3F del nostro istituto, accompagnate dai rispettivi docenti, si sono recate presso il Teatro Dei Marsi per assistere alla rappresentazione teatrale “L’Arminuta”, una storia che parla di vita, di appartenenza, di amori e di rabbia in un Abruzzo poco conosciuto, ruvido e vero.

In prima persona la giovane protagonista narra, seguendo un articolato filo cronologico, con un linguaggio asciutto e molto espressivo, la sua insolita storia.

Lei è l’Arminuta, la ritornata, colei che da una vita di città, che ha sempre creduto la sua, si trova a tornare nel paesello d’origine alla sua famiglia naturale. Deve così  affrontare una vita aspra, in un ambiente povero ed estraneo se non ostile.

Solo la sorella Adriana, di poco più piccola, il fratello grande Vincenzo e il piccolo Giuseppe si distinguono, in modi diversi, in questa famiglia disordinata e confusa, e con loro la tredicenne, di cui non viene mai specificato il nome e che è individuata solo con il soprannome, riesce a stabilire relazioni.

Particolarmente difficile è il rapporto con la madre naturale, anch’essa senza nome, posta a confronto con l’altra madre, quella adottiva, emblema di affetto, cura e protezione. Lei non sa i motivi di questo trasferimento che le segna l’esistenza, tutti sanno ma a lei non hanno detto, perciò mentre narra, “L’arminuta” cerca risposta al suo perché dell’abbandono. Infine scopre che è stata rinviatata casa perchè la mamma adottiva era in attesa di un bambino tutto suo. Una considerazione triste che tocca l’animo della ragazza che si sente non amata ma usata per il desiderio di una maternità negata.

Questo spettacolo è stato molto interessante. L’unica pecca, secondo il mio punto di vista, è stata che da sole, due attrici interpretavano molti personaggi e perciò a volte era difficile capire quale personaggio stesse parlando. Del resto la lettura del libro da cui è stato tratto lo spettacolo è assai complessa e ricca di particolari difficili da ridurre in scena.

                                                                                                               Sara Olivieri, 3C

 

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