Bullismo e Cyber-bullismo   

Fantastica ed interessante la mattinata trascorsa dalle classi 2^E e 1^G  presso il Castello Orsini il giorno 4 novembre 2017, dedicata al tema del bullismo e Cyber-bullismo ed organizzata dall’Istituto “G.Galilei” di Avezzano.

All’ inizio del Convegno, l’introduzione del Dirigente Scolastico Corrado Dell’Olio e gli interventi successivi della dott.ssa Ada D’Alessandro dell’U.S.R Abruzzo e degli assessori e consiglieri del Comune di Avezzano Angela Salvatore e Pierluigi Di Stefano, ci hanno fatto capire bene che cosa è il bullismo. E’ un fenomeno sociale derivante da un disagio relazionale che si manifesta con comportamenti prepotenti e reiterati da parte di bambini o adolescenti nei confronti dei coetanei “deboli”.

In Italia, secondo i dati del Telefono Azzurro, il fenomeno è in forte crescita, ma crescente è anche l’attenzione da porte delle famiglie, degli operatori scolastici e di tutte le forze dell’ordine. Il problema viene affrontato molto seriamente dal punto di vista sociale, giuridico e legislativo. Infatti una legge recente (L.71/2017) ribadisce l’importanza della rilevazione del fenomeno e dell’interazione che ci deve essere tra tutti gli attori sociali che ruotano intorno ai ragazzi. Particolarmente interessante è stata la visione del video prodotto dalla classe 5^A del Galilei in collaborazione col Prof. Sandro Tuzi. Il video raccontava quattro momenti di vita scolastica collegati al bullismo e al cyber-bullismo in modo efficace e coinvolgente.

Grazie anche alle delucidazioni che ci ha fornito il Comandante Santella della Polizia Postale di L’Aquila, abbiamo approfondito il tema del cyber-bullismo e della violenza virtuale che può addirittura essere punita legalmente se riconducibile a minacce, persecuzioni, diffusioni di immagini e filmati privati caricati in rete. Il cyber-bullismo spesso mantiene l’anonimato, crea falsi profili senza rendersi conto della gravità delle proprie azioni. I ragazzi devono essere “educati” a condividere il meno possibile online e devono essere responsabili nell’ usare gli strumenti che hanno a disposizione (smartphone, tablet, computer). Bisogna insegnare poi ai ragazzi a denunciare questi avvenimenti perché il silenzio e la paura aiutano i bulli che compiono questi fatti in rete perché la vittima non è presente, perché è facile da usare e il rischio di essere scoperti è basso.

Anche  l’ intervento della psicologa Laura Renzi è stato molto interessante perché ci ha spiegato le conseguenze che subiscono le vittime:

  • sintomi psico-somatici;
  • ansia;
  • difficoltà a concentrarsi;
  • bassa autostima e autoefficacia in diverse aree: aspetto fisico, capacità atletiche, abilità sociali, successo scolastico;
  • abbandono scolastico;
  • uso di sostanze stupefacenti.

Sarebbe stato molto interessante ascoltare anche l’intervento dell’avvocatessa Virgina Bonavolontà che è esperta di problematiche della famiglia, ma siamo dovuti tornare a scuola, dove comunque abbiamo continuato ad approfondire l’argomento con i nostri docenti. Abbiamo commentato ad esempio un fatto accaduto recentemente a sessanta ragazze liceali minorenni di Modena e Reggio Emilia che durante l’estate scorsa hanno creato con un’ App. per smartphone un contenitore segreto di immagini dove hanno inserito loro immagini nude. Ma il contenuto della chat ”segreta” ha cominciato a circolare nei giorni scorsi tra i liceali modenesi. Tutto il materiale, foto e video, è finito sul web. Le  foto saranno presto rimosse dalla polizia postale grazie alle denunce effettuate dai genitori della ragazze.

Tutti gli interventi ci hanno aiutato a capire che è molto importante raccontare ai grandi (genitori, nonni, insegnanti…..) ciò che ci capita, anche se ciò ci procura un po’ di vergona perché solo denunciando le persone che ci fanno del male possiamo fare in modo che non si verifichi più.

Insegnanti accompagnatori:

 Rodorigo M.Rita e Giffi Stefania, Di Battista Catia e Mancinelli Maria Assunta.

Classe 2^E

 

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